Recupero della chiave magica di manifestazione

 " Raja?"

Zuri cerca di richiamare Raja all'attenzione, nel vedere la donna finire in un riflessivo ma turbato silenzio.

"E' davvero cosi'? L'uomo che chiaramente ami ancora, sa solo dare ordini? E' a te che ordinava di fare qualcosa che non volevi? E se gli avevi obbedito, perche' l'avevi fatto?"

Raja distoglie lo sguardo dal punto di quel vuoto vicino a lei, che ha iniziato a fissare da qualche istante, e lo riporta verso quel giovane che sembra avere il potere di risvegliarla con preziosi input.

"No....questo no. Non mi ha mai ordinato di fare nulla, e mi aveva trattata meglio di una regina. Ma quando mi sono arrabbiata per il segreto che non mi aveva rivelato, e che avevo scoperto, mi ha chiusa in una stanza per giorni per impedirmi di fuggire!"

Zuri si gratta una parte della nuca, come se volesse cercare di aiutare Raja, a capire il punto di vista di un maschile che potrebbe aver reagito in tale maniera, a causa della grossa paura di perdere il suo amore.

"Non ci sono scusanti, Zuri! E se non fosse stata la servitu' a portarmi del cibo, mi avrebbe fatto patire di fame!"

"Io non credo , che sia andata cosi. E forse in questo caso hai ragione: ma potrebbe aver ordinato alla servitu' di portarti del cibo, proprio per non farti patire la fame. Quindi il dare ordini, non significa per forza doverne dare per fare qualcosa di cattivo. Mettiti nei suoi panni. E' un sultano, giusto? Quindi avra' sviluppato un modo autorevole per dirigere le persone che sono al suo servizio e che immagino paghi retribuendole anche profumatamente, invece di sembrare solo una specie di grande despota. Questo quindi non significa che sia sbagliato dare ordini. "

La donna cammina lentamente verso i pezzi di legno che non sono stati consumati dal fuoco che Zuri aveva acceso per la notte, e abbassa il suo sguardo su di essi.

" Mi ha chiusa in una stanza per giorni. Questo non e' amore. L'amore e' libero."

"Certo. Ma spesso, quando si ha una grande paura, come la paura di perdere qualcosa di grande, c'e' anche la possibilita' che possano uscire di senno anche le persone piu' brave o nobili. Sbagliano anche i migliori, Raja. Se lui ha sbagliato una sola volta con te, per aver omesso di dirti in quali attivita' si dedicava che a te non piacevano, perche' ti sei messa solo a giudicarlo, lasciandolo e perfino fuggendo senza aver cercato di capire la reale motivazione per la quale si era sentito costretto a doverti rinchiudere in una stanza? Nella sua testa, la paura di perderti, l'aveva portato a trovare il modo piu' istintivo e primordiale per poterlo impedire. Tu hai ragione ad esserti arrabbiata per esserti ritrovata chiusa in una stanza. Ma penso anche che avrebbe potuto essere risolutivo se tu avessi provato a capire le motivazioni per le quali si era sentito spinto a reagire cosi' male."

Il giovane cerca di intermediare tra lei e un sultano, che Zuri nemmeno ha mai conosciuto e visto, ma per qualche strana ragione, il ragazzo sente che non sia un caso, se lui e la donna che ora gli sta davanti, si siano incontrati nel monastero dal quale l'aveva aiutata a fuggire, e forse proprio per contribuire a farle comprendere l'importanza di non farsi dominare da rabbie e incomprensioni , che avrebbero potuto provocare proprio la perdita di quello a cui lei teneva e a cui terrebbe ancora.

"Raja....."

Zuri si avvicina alla giovane e le prende le mani tra le sue, in un gesto affettuosamente istintivo, nonostante conosca la giovane da poche ore.

" Se non affronterai questo conflitto di incomprensione con lui, continuerai a fuggire per il resto della vita. Che cosa farai? Tornerai a rifugiarti in un altro monastero per non farti trovare dagli uomini che Muyassar ha inviato, per cercare la donna che desidera e ama, ma che invece lei non lo accetta per cio' che e' ? E' cosi' che pensi di risolvere? Affrontalo, Raja."

Gli occhi di Raja diventano lucidi.

" Guarda che l'ho capito che lo ami. Puoi sparare anche tutta la rabbia che vuoi, ma la verita' e' che nonostante tutto, tu lo ami."

"Anche se provassi a riparlargli, lui mi chiuderebbe ancora in quel palazzo per impedirmi di andare via."

"Voglio dirti una cosa."

Zuri invita Raja a sedersi davanti a lui, sul pavimento della grotta, mantenendo le sue mani tra quelle di lei per lasciargliele solo quando entrambi si sono seduti.

"Una volta mi ero imbattuto in una specie di sciamana e mi aveva detto una frase, che mi e' rimasta in mente, che credo racchiuda una profonda verita'. Una frase che diceva: tu hai il potere di creare la realta' che pensi."

Raja sofferma lo sguardo sul viso di Zuri.

"E tu ci credi?"

Zuri annuisce.

"Si. Ci credo. E penso che anche tu abbia conosciuto questo tipo di potere. Mi hai detto che sognavi di danzare. E guarda a che cosa ti ha portato, amare e credere in quel sogno. Ma se tu continui a pensare a scenari pieni di rabbia e di giudizio, soprattutto verso la persona che si e' manifestata a te per contribuire a farti vivere quel tuo sogno, e solo perche' si e' dedicato ad altre attivita' che non coincidono con i tuoi valori di vita, rischi di andare a manifestare proprio questo. E' davvero questo, quello che vuoi? Distruggere il tuo sogno con le tue stesse mani?"

Raja sente qualcosa di potente muoversi dentro di lei, e Zuri sembra averle ricordato una magica chiave che aveva dimenticato. Finche' la donna infatti, aveva nutrito i suoi sogni, sempre con amore e gioia, dentro di lei, immaginando gli scenari piu' fantastici, nonostante la mente razionale o i pareri esterni avessero cercato di ostacolare quei sogni, tutto si era effettivamente manifestato attraverso modalita' inaspettate, catapultandola in un sogno di palazzo, con un altrettanto uomo da sogno, che le aveva perfino dato la meravigliosa opportunita' di farla danzare e vivere in quell'ambiente. Ma quando Raja, aveva scoperto un aspetto di quell'uomo, per lei inaccettabile, mobilitando giudizio, rabbia e chiusura, per le scelte di vita fatte dell'altra persona, tutto era miseramente crollato, portandola a dover fuggire da qualcosa che lei stessa aveva creato inconsapevolmente. Una lacrima solca il viso della danzatrice persiana.

" Io vorrei tanto ancora, credere a quel sogno. "

Risponde fiocamente.

"E allora vai oltre il giudizio e la paura, torna da lui, e parlate. Se anche dopo aver parlato, tu dovessi decidere definitivamente di lasciarlo, e lui dovesse tornare a chiuderti nel palazzo, ti assicuro che verro' io a farti uscire, a costo di dover raggirare eventuali guardie o di sfondare tutte le porte preziose di quel posto!"

Raja resta sempre maggiormente colpita dalla saggezza e determinazione di quel giovane sconosciuto, che in poche ore, non solo e' riuscito ad aiutarla a fuggire da un monastero che la stava portando a spegnersi tra falsi dogmi e regole religiose, e nel quale si era rifugiata per lunghe settimane, ma che ora, sta perfino cercando di aiutarla a rimettersi sulla strada dei suoi sogni, che paradossalmente sembrano essere proprio quelli dai quali fino a quel momento, lei stessa si era allontanata, senza nemmeno rendersene pienamente conto.

"Hai sognato e creato una magia. Ora non distruggerla con le tue stesse mani."

Raja sente una forte emozione di affetto e gratitudine colmare il suo cuore per le parole di Zuri, e di slancio, abbraccia il giovane. Di rimando, Zuri la stringe in un accogliente abbraccio, come se stesse finendo nel ruolo di un custode protettore dei sogni della danzatrice, per ricordare alla donna l'esistenza e il potere di quella preziosa chiave magica che, durante il suo cammino tra le sue stesse ombre, lei aveva creduto di aver smarrito, ma che ora attraverso Zuri, le sta chiedendo di essere recuperata per essere rimessa al servizio per la realizzazione dei suoi sogni.