Rappresentanti del divino

Il giorno dopo, Raja si trova nel cortiletto esterno racchiuso tra le mura del monastero, mentre sta tirando una corda per far risalire un secchio da un pozzo, dopo aver preso dell'acqua per andare a lavare il pavimento del porticato poco distante. Alcuni passi sopraggiungono dietro di lei, proprio quando Raja si e' inginocchiata per riuscire a pulire con una spugna, un punto particolarmente sporco del pavimento.

"Raja, credo che sia il caso di parlare.Sono stata messa al corrente di quello accaduto ieri sera"

Raja si irrigidisce sentendo la voce della badessa alle sue spalle, ma si gira lentamente osservando l'austera sagoma femminile che e' a capo della gestione del monastero. La badessa Miranda e' una donna con un viso rigido dalla carnagione chiara, circondato perennemente da un cappello bianco a punte particolari e con uno stile che e' significativamente diverso rispetto a tutti gli altri copricapo indossati delle monache. La badessa guarda Raja con occhi piuttosto freddi e severi, ma il suo sguardo e' quanto basta per indurre Raja ad alzarsi.

" Monsignore mi ha ripresa perche' mi sono permessa di affermare una cosa su cui mi stavo interrogando"

" Ne sono al corrente. Ma hai messo in dubbio il suo ruolo come rappresentante di Dio. E' molto grave."

" Gli interrogativi della vita sono reputati gravi dagli elevati? "

"No Raja. Ma e' grave mettere in dubbio che monsignore non rappresenti Dio. Sei ancora dell'opinione di ieri sera?"

La badessa guarda dall'alto Raja, quasi come a suggerirle con quello sguardo severo, di darle una risposta a cui la giovane donna non sta affatto credendo e che nel profondo non condivide. Che fare? Mentire per evitare la penitenza? O dire cio' che pensa realmente, facendo penitenza senza sapere nemmeno che cosa implichi una penitenza in quel monastero?

" Io..."

" Rispondi con coscienza Raja."

E' l'altro illusorio "suggerimento" della badessa che, sembra implicare nuovamente un altro tipo di raccomandazione, per indurre Raja a scegliere di dare una soddisfacente risposta, somigliante pero' piu' ad un sottile tentativo di annullare lo spazio alla liberta' del proprio pensiero.

" Le donne prendono i voti per sposarsi con Dio. Invece gli uomini prendono i voti per rappresentare Dio. E' corretto? Qual'e' la differenza fra un uomo e una donna che scelgono di condurre uno stesso tipo di vita casta al servizio di Dio? La donna diventa sposa, mentre l'uomo diventa rappresentante di colui a cui una donna si sposa. Non comprendo. Ed e' anche per questo che non riesco a vedere nel ruolo di monsignore, come in quello di tutti gli altri monaci, il ruolo di Dio. Se gli uomini possono rappresentare Dio, perche' non possono farlo anche le donne? Dio e' un maschio? E' una donna? O forse Dio e' entrambi, visto che si dice che Dio, sia tutto, e che racchiuda tutto?"

Lo sguardo della badessa quasi si colora di orrore,nel sentire simili affermazioni.

" E' ignobile! Dopo tutto quello che abbiamo fatto per te accogliendoti qui, insinui tutto cio'?"

Raja china la testa.

"Farai penitenza. Decideremo quale possa essere la piu' adatta a te, per quanto affermato di cosi' ignobile"

La badessa le da' le spalle allontanandosi lasciando sola Raja nel cortiletto, con la spugna che ancora bagnata tra le mani, gocciola sul pavimento. Un senso di sconforto e oppressione, si impadroniscono di Raja che sta bramando da tanto tempo ormai di potersi esprimere in tutti i sensi. Che cosa sarebbe successo ora, per aver dato una sua opinione considerata blasfema e di insulto, all'ordine e regolamento di quel monastero?