Peccaminoso ricatto

Raja e' seduta sul letto della nuova cella standosene a testa china, sentendosi talmente frastornata, da non riuscire nemmeno a dormire. Com'e' accaduto anche per l'abate Leandro e la badessa Miranda, improvvisamente anche lei pero' avverte dall'esterno, il rumore di un veicolo che attira all'istante la sua attenzione. Raja infatti fino a quel giorno, non ha mai visto prima, transitare veicoli in quella zona cosi' sperduta, a parte la macchina che solitamente serve alle monache di servizio, o alla badessa, o a Leandro, per andare a comprare provviste per la cucina. Inoltre a quell'ora della notte,sentire rumori di veicoli, per Raja e' maggiormente piu' unico che raro. La donna sgattaiola fuori dalla cella correndo alla ricerca di qualche finestra, per capire che tipo di veicolo possa essere sopraggiunto. Riesce a trovare una finestrella munita di sbarre all'interno di una stanza abbandonata non molto distante che, forse un tempo, doveva essere stata una specie di ripostiglio, quindi cerca di sbirciare fuori proprio attraverso quella finestra. La donna non riesce a distinguere di chi si possa trattare, ma scorge e riconosce Leandro sulla soglia del cancello esterno conversare con qualcuno. Per Raja e' pero' troppo lontano riuscire a vedere chi possa essere l'uomo che sta conversando con l'abate. Quando Leandro chiude il cancello per rientrare nel monastero, Raja fa una corsa per tornare nella sua cella, per evitare di essere vista e colta nell'ennesima disobbedienza. Subito dopo si sfila la tunica monasteriale per infilarsi l'unico indumento normale e femminile che puo' indossare senza essere vista da nessuno, e che e' l'unico capo di abbigliamento che ha cercato di tenere con se', come ricordo della vita "normale" che, aveva avuto prima di entrare nella falsa vita di clausura. Si corica sotto le coperte rannicchiandosi, come se volesse abbracciare la sua femminilita', cosi' troppo a lungo rimasta imprigionata e nascosta per motivi di vario genere. La donna sta per assopirsi , quando sente la porta della stanza aprirsi lentamente.

<< La porta! Ho dimenticato di chiuderla a chiave?! >>

Raja e' preoccupata , ma non puo' di certo starsene nascosta nel letto senza fare nulla, perche' e' sicura che chiunque sia entrato, sa perfettamente che lei e' nel letto, e sarebbe stato molto peggio farsi trovare in una posizione di svantaggio. La donna allunga subito una mano verso la luce del comodino sollevandosi di scatto, e mantenendo le lenzuola sul corpo con le mani, in modo da coprirsi il piu' possibile.

"Chi c'e'!"

Raja sgrana gli occhi nel vedere Leandro fermo sulla soglia della porta. Con un gesto lento, l'abate chiude la porta alle sue spalle. Raja inizia a sentire il suo corpo "vibrare" di angoscia, e istintivamente raccoglie le gambe e le ginocchia verso il petto, in un istintivo movimento di chiusura e protezione.

"Monsignore. Che....cosa vuole ancora...?"

Lo sguardo dell'abate e' serio, ma allo stesso tempo non e' quello bramoso che gli ha visto in precedenza.

"Sei spaventata Raja? Da me o da qualcun altro?"

"Cosa? Non capisco. Spaventata da qualcun altro? La sola persona che mi spaventa e' lei!"

"Ne sei sicura?"

Raja incupisce lo sguardo avvicinando ancora piu' serratamente le gambe a se', nel vedere Leandro avvicinarsi maggiormente a lei.

"Stia lontano. Stia lontano o giuro che questa volta grido con tutto il fiato che ho in corpo!"

"Ah si? E per scappare dove? Pensi che non sappia che sei venuta qui per rifugiarti da qualcosa?"

Raja stringe nervosamente il tessuto delle lenzuola con le mani, sentendo il suo corpo irrigidirsi ancora di piu'.

" Che cosa....che cosa vuole dire?"

Raja abbassa lo sguardo, cercando di guardare l'abate con la coda dell'occhio per non perdere di vista le intenzioni delle azioni di quel subdolo uomo.

"Non fingere di non sapere. Tu non sei una monaca. O forse ti sei fatta monaca per nasconderti meglio? Ora capisco le tue assurde ribellioni che nessuna monaca si sarebbe mai sognata di fare."

"Le mie ribellioni sarebbero avvenute sia come monaca, sia senza essere una monaca! Le vostre teorie religiose, sono un insulto allo stesso divino! E lei e' la rappresentazione piu' grande di questo insulto. Un caritatevole vero Dio, non imporrebbe nulla di tutto quello che imponete voi, e soprattutto lei!"

" La tua grinta emerge ancora, eh? Ti sta proprio a cuore questo argomento. Ma non mi hai ancora detto se sei una reale monaca o meno"

"Certo che sono una monaca! Non sarei qui, altrimenti!"

Leandro a quel punto estrae dalla tasca la fotografia che l'arabo gli ha dato, e la gira mostrandola a Raja. La donna quasi sbianca in viso.

<< Oh no! >>

Leandro sorride e rinfila la foto in tasca.

"Allora? Sei ancora convinta di essere una monaca? O come ti dovrei definire? Una monaca che un tempo, o che forse ancora e', una..."

"Non sono niente di quello che sembra in quella foto! Chi...chi gliel'ha data?"

Leandro si siede sul letto, e Raja scivola ancora di piu' all'indietro, tirando maggiormente le lenzuola verso di lei.

"Ti faccio una proposta, Raja. Un patto molto equo. Tu farai quello che ti diro' di fare questa notte assieme a me per aiutarti a espiare le tue colpe, e io non diro' niente all'uomo che ti sta cercando, e che tornera' domani mattina."

Raja si sente come se in quel momento fosse stata chiusa in una trappola ben peggiore, rispetto alla cella del monastero in cui si trova ora.

"Cercavano te, e non come monaca. Tutt'altro. Ho detto che avrei chiesto a qualche monaca, nel caso fossi stata vista. Sono stato generoso, non credi? Ti ho coperta. Ma e' giusto che ricambi il favore. Un favore che ti portera' anche all'espiazione delle tue colpe e ribellioni."

"Che cosa vuole!Avanti, me lo dica esplicitamente!"

"Voglio che il tuo corpo venga purificato dal mio. Io rappresento Dio. Il mio corpo purifichera' il tuo, e sarai libera da ogni colpa attuata da quando sei qui. Oltre a questo, non diro' nulla a quell'uomo che tornera' domani."

Gli occhi di Raja si riempiono di lacrime. Leandro sorride subdolo, allungando una mano per accarezzarle il viso.

"Non mi tocchi!"

Raja fa partire uno schiaffo forte e sonoro in pieno viso a Leandro che, indispettito le toglie le lenzuola bruscamente di dosso, vedendola per la prima volta nel suo indumento femminile, restando estasiato ancora di piu'.

"Tu farai quello che ti diro' io."

Le afferra i polsi per tirarla con violenza su di se' cercando di addossarla al suo corpo, ma Raja fa partire una serie di rapidi schiaffi per allontanarlo da se', e alzando la voce sempre di piu' per potersi far sentire da qualcuna delle monache o dalla badessa.

"Mi lasci! "

Leandro la guarda ancora piu' severamente, ma fa un passo piu' indietro per far zittire la donna.

" Saro' buono ancora una volta. Ti lascio ancora due ore di tempo, per la precisione fino a mezzanotte, per pensare di accettare. Se non accetterai, domani mattina ti consegnero' a quell'uomo, chiunque tu sia Raja. O chissa', magari nemmeno Raja e' il tuo vero nome."

Leandro si dirige verso la porta.

" Tornero' da te fra due ore, e mi darai la risposta. O con me, o con quell'uomo dal quale sei fuggita."

Detto questo e con lo sguardo di chi ha subdolamente in pugno qualcuno, Leandro lascia la cella allontanandosi verso la propria camera nella zona principale del monastero. Raja si lascia andare ad un pianto angosciato, rannicchiandosi sul letto,e prendendosi il viso tra le mani in un gesto di totale disperazione, consapevole che avrebbe dovuto prendere una decisione per capire come avrebbe potuto salvarsi da quella situazione cosi' umiliante e oltraggiosa. Come avrebbe potuto uscire da una situazione simile,per evitare sia Leandro che l'uomo da cui e' fuggita, e che e' riuscito a rintracciarla perfino all'interno di uno sperduto monastero del Nevada?