La magia di un sacro riconoscimento maschile verso il femminile

Raja cammina con passo lento avvolta da un femminile e setoso abito blu, decorato da linee arabesche dipinte su alcuni pizzi di stoffa velata,cuciti su diversi punti dell'abito. Lo stato emozionale della donna però, le sta facendo tamburellare il cuore come se fosse ogni suo battito cardiaco a farla camminare lungo il corridoio che conduce alla stanza reale del sultano. Una volta davanti alla sua porta, Raja fa un profondo respiro.

<< Sono davvero qui? Davanti alla porta della stanza del sultano di questo palazzo reale, per cenare con lui e su suo invito? >>

Raja ancora non si capacita dell'evento manifestatosi, poi facendosi coraggio, bussa morbidamente alla bianca porta dai simboli arabici orientali. La donna non deve attendere molto per veder apparire Muyassar sulla soglia della porta, indossando un abito costituito da una giacca e pantaloni arabeschi, nelle tonalita' del rosso e del nero, abbelliti e accompagnati da simboli dorati a spirale orientale. L'uomo abbraccia la donna in un solo istante, col potere di uno sguardo che trasmette l'estasi nella semplice contemplazione di Raja, tanto da far imbarazzare la persiana senza che lui le abbia ancora detto qualcosa.

" Dunque e' questo l'Eden che mi stai concedendo di poter contemplare? Vieni mio fiore. Ti stavo attendendo con impazienza."

Muyassar si fa da parte per invitare Raja ad entrare attraverso un elegante e quasi sacrale movimento del braccio, per permettere alla donna di entrare nella stanza. Raja fa ingresso in una sfarzosa e ampia stanza, simile piu' ad un appartamento, con pareti e tendaggi sulle tonalita' del rosso, come se tutto l'ambiente fosse intriso di un'aleggiante atmosfera calda e intima. Il tutto e' abbellito da mobili con sfumature tra il bianco e il rosso. Raja si guarda intorno come se fosse finita in un maestoso sogno, scorgendo una tavola imbandita sulla quale sono stati collocati piatti, bicchieri e posate che sembrano quasi scintillare. Nell'aria si sta espandendo un profumo misto tra incensi e speziate pietanze che sembrano far esaltare e amplificare ancora maggiormente i sensi.

"Dio..."

Sussurra la donna sgranando i suoi occhi mentre si guarda intorno con stupore e meraviglia.

"Ti piace, mia bellissima danzatrice? Spero possa essere di tuo gusto, cenare con me in questa stanza."

"Se e' di mio gusto?! Io sono senza parole! Nemmeno nei miei piu' fantasiosi sogni ero mai riuscita a immaginare una simile bellezza"

Commenta Raja ancora piu' incredula, nel vedere anche delle candele accese collocate sia in alcuni punti del pavimento,sia del mobilio, sia sulla tavola.

"E'...e' davvero reale tutto questo?"

Muyassar le si avvicina con passo lento, sicuro e sportivamente elegante per porgerle una mano e invitarla a dargli la sua.

" E' reale quanto te. Ma se hai bisogno di toccare con mano questa realta', permettimi di accompagnarti a farlo."

Muyassar le prende con morbidezza la mano facendo vibrare in un attimo la donna in un solo tocco, per invitarla a seguirlo e a farla sedere alla tavola, staccandosi dalla sua mano con movimento lento,elegante e sensuale.

" Spero mi perdonerai se non ho chiesto alla servitu' di occuparsi di questa cena."

Le dice andando a recuperare un prestigioso carrello sul quale sono collocate calde pietanze, coperte da raffinati coperchi.

" Ho voluto occuparmi io di ogni piu' piccolo dettaglio per questa cosi' tanto attesa serata."

Raja sgrana ancora di piu' i suoi occhi all'idea che possa essere stato addirittura il sultano in persona a preparare la cena, e a non volere intorno nessuno della servitu', nemmeno per servire la cena ai due.

" Io sono davvero grata per tutta questa meraviglia preparata per me. "

"Preparata personalmente da me."

Specifica l'uomo, e Raja riceve la conferma del suo pensiero, come se lui le avesse letto la mente.

" Cioe', ha preparato lei in persona anche queste...profumate...pietanze?"

Muyassar con un gesto elegante, solleva il primo dei coperchi facendo apparire agli occhi della donna, colorati e speziati cibi fumanti.

" Anche se ho molte persone che mi servono costantemente ogni giorno, sono capace e soprattutto onorato, di servire io, tutto quello che puo' rendere felice la mia dea ancestrale. "

Le sussurra senza smettere di guardarla negli occhi per poi servirle le pietanze mettendole nel piatto, tutto quello che avrebbe potuto piacere alla donna con movimenti regali, come se veicolassero del sacro mentre le porge i cibi da lui preparati.

"Come...come faceva a sapere che amo questo tipo di cibo?"

Gli chiede lei,non sapendo come il sultano avesse potuto conoscere i suoi gusti alimentari.

" Confesso che in qualcosa sono stato informato dai miei cuochi, avendo imparato a conoscere quello che e' di tuo gradimento, e quello che non lo e', da quando sei venuta a vivere qui a palazzo. Ma ho voluto metterci anche qualcosa di mio, per renderlo piu'....speciale. Come spero possa esserlo per te."

Muyassar la guarda intensamente negli occhi per poi farle un elegante gesto con la mano invitandola ad iniziare a gustare la cena, come quindi inizia a fare precedendo lui.

" Sono....senza parole per quanto sia riconoscente per questa cena e perfino di attenzione ai miei gusti alimentari."

Raja alza lievemente il viso tra il grato e l'imbarazzato, non essendo abituata a ricevere simili attenzioni e doni, trovandoli di una bellezza unica, soprattutto perche' fatta da un uomo,e non da un uomo qualunque, ma da un sultano sempre abituato ad essere servito da molte persone. Quella sera pero', proprio quel tipo di uomo servito e riverito, ha voluto occuparsi lui personalmente di una cena per lei.

" Una dea va onorata e celebrata anche cucinando per lei. Una dea svolge gia' cosi' preziose arti per irradiare con la sua sola presenza e vicinanza. Come potrei non fare qualcosa anche io per farle capire e compensarla di quanto questo sia prezioso?"

Raja resta con la forchetta a mezz'aria e quasi a bocca aperta per simili parole pronunciate da quell'uomo.

Una mano di Muyassar si protende con movimento morbido verso la mano libera che la donna ha appoggiato sul tavolo, e la posa sul dorso della sua mano in un caldo contatto.

" Spero non averti imbarazzato, mio fiore. Ma e' cio' che sento e provo. E non potevo tenerlo per me."

"Io...."

Raja si lascia cadere la forchetta nel piatto anche per l'intensita' della vibrazione che ha provato al contatto con la mano del sultano, e la caduta della posata nel piatto, da' origine ad uno squillante suono che fa mettere in ancora piu' imbarazzo la donna per la pessima figura. Muyassar pero' le sorride in modo tale da annullarle perfino il senso di disagio per quella figura da lei giudicata pessima. L'uomo si alza con movimento lento e sportivamente elegante avvicinandosi alla sedia di Raja e porgendole una mano invitandola ad alzarsi. Raja lo guarda con sguardo interrogativo restando immobile, come se si fosse imbalsamata, e Muyassar le va a prendere con morbidezza un polso per incoraggiare la donna ad alzarsi. Un istante dopo, Raja si trova in piedi davanti a lui che, mantenendole la mano nella sua, la invita a seguirlo nel suo indietreggiamento verso una zona piu' ampia della stanza su un morbido tappeto rosso.

" Sento di averti messo in imbarazzo mio fiore, e per farmi perdonare, ti invito a fare qualcosa che forse gradisci maggiormente e che so, ami fare."

"Che....che cosa....Che cosa mi sta invitando a fare?"

"Danzare. Sempre che tu non abbia maggior bisogno di mangiare"

Raja si illumina, restando ancora piu' sorpresa di quanto quell'uomo abbia capito quanto per lei sia un vero e proprio nutrimento e gioia, danzare e come se avesse perfino capito che ballare l'avrebbe perfino sciolta da quella tensione in cui si e' trovata, nonostante abbia profondamente apprezzato le parole dell'uomo. Paradossalmente pero', le emozioni che Muyassar scatena in Raja, sono talmente intense e belle, che per la danzatrice sembra quasi difficile riuscire a lasciar uscire la gioia per cio' che sta vivendo. Muyassar pero' con il suo modo di fare, sta cercando di darle una mano per abituarla a simili gioie un po' gradualmente, e con la sensibilita' di un inaspettato e rispettoso antico cavaliere.

"Non c'e' cosa piu' nutriente per me, se non quella di danzare!"

Esclama quindi la donna con un gran sorriso, e come se gia' solo questo, le avesse sciolto la tensione dell'imbarazzo.

"E allora...danza per me, mio Eden ancestrale"

Muyassar si allontana indietreggiando con passo lento e sensuale, per poi sedersi su alcuni cuscini collocati sull'ampio tappeto, restando nella contemplazione delle movenze di Raja che, inizia a danzare accompagnata dalle note dei musicisti che stanno ancora suonando dal corridoio esterno. Dopo diverso tempo in cui gli occhi di Muyassar hanno danzato insieme a Raja, l'uomo ad un certo punto si alza lentamente facendo suscitare la curiosita' di Raja che, continuando pero' ugualmente a danzare, segue i passi del sultano che, elegantemente lo fanno avvicinare a lei invitandola a porgergli la mano per unirsi alla sua danza. I movimento del sultano sono brevi e pochi, ma cosi' sensualmente mascolini ,da essere sufficienti per permettere a Raja di continuare a danzare sfiorando e appoggiandosi femminilmente ai palmi delle mani dell'uomo che, nei suoi cavallereschi movimenti, la guida a fare delle sensuali e lente giravolte in maniera cosi' celestiale, che ad un certo punto fanno ritrovare Raja tra le braccia di Muyassar. Gli occhi della donna si alzano verso quelli del sultano, mentre i suoi battiti cardiaci sembrano aver preso il decollo verso chissa' quale lontana e magica dimensione. Si guardano negli occhi con una tale intensita' e magia, che senza nemmeno rendersene conto, Raja si trova a danzare con mille emozioni mentre Muyassar la inebria con un profondo e passionale bacio da farle dimenticare perfino dove si stia trovando, e che cosa stia iniziando a succedere.