La disobbedienza di Raja

Raja bussa timidamente alla porta in cui e' stato portato lo sconosciuto,quindi spinge la porta per entrare con rispettosa delicatezza.

"Ehi..."

Raja avanza verso l'uomo sedendosi sul bordo del letto.

"Non so che cosa ti abbiano detto, ma spero che qui potrai ricevere tutti gli aiuti che ti servono.Nel caso non te l'abbia ancora detto, il mio nome e' Raja...."

Una mano di Raja si protende verso il braccio dell'uomo,ma la ritrae come se stesse temendo qualcosa. Lo guarda con occhi quasi intimiditi, abbassandoli come se avesse osato fare qualcosa di proibito. Non riesce piu' ad essere se stessa da quando e' stata costretta ad entrare in quel monastero.

" Hai un bellissimo nome. Io sono Zuri. Grazie per avermi portato via da quella lapide"

Raja sorride lievemente osservando quel giovane dalla carnagione olivastra, visibilmente originario di qualche terra africana.

" Hai voglia di dirmi perche' eri disteso sulla lapide di un cimitero in una zona sperduta di Las Vegas?"

" Io...."

Zuri sta per parlare e dirle qualcosa, ma non prosegue.

"Forse sei ancora frastornato. Ti lascio riposare"

Raja sta per appoggiare brevemente la mano sul braccio di Zuri con l'intento di trasmettergli comprensione e sostegno, ma una voce maschile giunge tuonante alle sue spalle, peggio di un boato di un inizio di temporale.

"Raja!"

Raja sussulta alla voce dell'abate Leandro, staccandosi e allontanandosi immediatamente dal letto di Zuri, e fissando l'abate con il cuore che le tamburella dentro per lo spavento.

"Monsignore, mi ha spaventata..."

Mormora portando una mano al petto e cercando di tranquillizzare il respiro. Lo sguardo di Leandro pero' e' qualcosa di talmente severo, che Raja inizia a capire che l'abate e' alterato per averla trovata li', e forse non solo per quello.

"Immediatamente in ufficio."

"Ma io...volevo solo...."

"Ho detto in ufficio"

La badessa sopraggiunge con un vassoio in mano.

"Che sta succedendo qui dentro?"

" La domanda e' da farla a Raja."

E' la risposta di Leandro. Solo in quel momento la badessa si accorge della presenza di Raja nella stanza. La badessa sgrana gli occhi, come se avesse colto in fragrante Raja per qualcosa di peccaminoso.

" Ti era stato detto di andare in ufficio. Che cosa ci fai qui? Pensiamo noi a quest'uomo."

"Obbedisci alla badessa e aspettaci in ufficio"

" Ma io..."

"Obbedisci!"

Quella parola cosi' severa e collerosa, ricorda a Raja i voti di obbedienza e dell'avvertimento di una monaca che aveva cercato di suggerirle di non arrivare a disobbedire anche a voti di obbedienza, perche' altrimenti le cose si sarebbero trasformate in qualcosa di ancora non rivelato, ma di altamente negativo.

"Si...."

Mormora chinando il viso e congiungendo i palmi delle mani quasi in riverenza, poi si gira verso Zuri e lo guarda con occhi espressivi riflettendo il suo dispiacere, e al tempo stesso un angoscioso spavento. Una sorta di silenziosa richiesta di aiuto?

Raja distoglie lo sguardo da Zuri, apprestandosi a uscire dalla stanza per dirigersi velocemente verso l'ufficio. La badessa porge a Leandro un vassoio tipico da letto con delle asticelle pieghevoli sistemandolo all'altezza delle gambe dello sconosciuto.

"Desolati per l'inconveniente, ma alcune sorelle sono un po' disobbedienti"

Commenta Leandro con un finto sorriso celante pero' dell'altro.

" Ti lasciamo questo per poter mangiare con piu' comodita'."

Leandro e Miranda lasciano il vassoio a Zuri, accertandosi di avergli lasciato acqua e cibo sufficiente per la nottata, poi si allontanano da quella zona del monastero per andare a conferire privatamente. Subito dopo, Leandro raggiunge Raja nell'ufficio.