Gratitudine o colpa per la danza

Raja cerca a lungo di addormentarsi, ma dentro di lei fluiscono troppe emozioni per tutti gli eventi accaduti nelle ultime ore, e i suoi pensieri ora scorrono come un fiume, facendole emergere vecchi ricordi riguardanti la sua fase di vita precedente a quella vissuta all'interno del monastero , dal quale e' da poco fuiggita. Lentamente riesce ad addormentarsi sprofondando in un pesante sonno per tutta la notte, ma e' verso le prime ore mattutine che la donna viene colta da un sogno. Rivede l'uomo iraniano che l'aveva paradossalmente "imprigionata" , nonostante se le avesse permesso al tempo stesso, di poter vivere "liberamente" la sua femminilita' come mai prima aveva potuto fare, dato che negli anni addietro, aveva dovuto reprimerla fin da quand'era piccola, a causa di rigidi condizionamenti familiari. Raja si sveglia di soprassalto col respiro affannato, sollevandosi col busto e guardandosi intorno spaventata. Si abbandona poi ad un respiro di sollievo, nel rendersi conto che si trova nella casa di proprieta' di Miriam Nelson, e non nel palazzo reale in cui aveva vissuto alcuni mesi prima, e che ha rivisto nel sogno appena fatto.

<< Era solo un sogno. Non sono piu' li'. E' finito quel passato. E' finito....>>

Raja cerca di rigettare all'indietro le memorie di quel passato, e si distende nuovamente per cercare di riprendere sonno. La donna pero' non riesce ancora a smettere di chiedersi del perche' fin'ora, tutta la sua vita, sia stata un susseguirsi di limitazioni o prigionie di vario tipo, apparentemente avvenute "a causa" del suo grande amore: la danza. Incredibile come un' espressione dell' anima cosi' tanto armoniosa , possa essere stata per lei, "causa" di problemi. Qualche minuto dopo, nella mente di Raja tornano alcune delle immagini della sua infanzia e giovinezza.

Anni prima....

Raja si trova nella casa di famiglia alla tenera eta' di circa cinque anni, con lunghissimi capelli neri che gia' le erano cosi' tanto cresciuti. La bambina si guarda allo specchio con addosso stoffe dagli accesi colori che si e' avvolta intorno al suo corpo, con la fiabesca intenzione di trasformarle in principeschi abiti femminili. La bimba si guarda allo specchio con un sorriso radioso, mentre muove braccia e gambe per osservarsi nei suoi aggraziati e ariosi movimenti, inseguendo le delicate note di una musica che quella volta amava cosi' tanto. L'entrata nella sua stanzetta del padre, un uomo burbero dai tratti forti e marcati, anche se nascosti dietro un paio di baffi piuttosto corposi, interrompe l'armonica danza della bambina che, si gira di scatto verso la porta, notando il padre fissarla con espressione talmente severa, da indurla solo attraverso quello sguardo, a smettere di ballare.

"Che cosa stai facendo, Raja? Quante volte ti ho detto che non ti voglio vedere muoverti cosi' ,con questo ridicolo perdi tempo!"

La piccola porta le manine a intrecciarsi tra di loro verso il petto, come in segno di preghiera e timore allo stesso tempo.

"Ma io....non faccio niente di male...."

Risponde con vocina debole indietreggiando intimorita.

" Ah no? Stavi ballando. Come devo fartelo capire che non ti voglio piu' vedere conciata cosi'!"

"Ma io voglio diventare una ballerina..."

"Che cosa vuoi fare tu?!"

L'uomo le si avvicina minaccioso.

"E' un ridicolo e inutile sogno! Mi hai capito? Ricorda che ballare non porta i soldi a casa!"

La bambina scappa andando a nascondersi dietro le gambe della madre che, nel frattempo e' arrivata entrando nella stanza con viso preoccupato. La figura materna non sembra pero' avere il potere di aiutare Raja, a far cambiare idea al marito sulle sue credenze limitanti e cosi' fortemente patriarcali.

Alcuni mesi prima...

Un'adulta Raja si trova nel mezzo di un bosco, mentre i raggi solari filtrano dalle chiome delle fronde degli alberi. La giovane donna sta ballando in mezzo all'unico posto in cui puo' sentirsi libera, ne' puo' venir giudicata negativamente nella manifestazione del suo essere che, attraverso la danza, costantemente le "parla antichi messaggi". Sul suolo del manto erboso, e' appoggiato un piccolo cofanetto aperto, dal quale proviene una musica simile ad un carrillon di note orientali. Improvvisamente una voce maschile alle sue spalle attira la sua attenzione, venendo sorpresa per la prima volta da qualcuno mentre sta ballando in quel posto, e che la porta a fermarsi di scatto di danzare.

"Ti prego continua...."

Un uomo con un turbante di stoffa rossa in testa, la guarda con occhi affascinati. Raja pero' corre a prendere il carrillon chiudendolo per far interrompere in un attimo la musica. L'uomo si china davanti a lei, e con gesto lento ma deciso, cerca di impedirle di rialzarsi e di farle interrompere quella musica.

"Ti prego continua. Non ho mai visto niente di cosi' solenne ballare cosi'. Balla, ti prego...."

Per la prima volta Raja riceve un apprezzamento su cio' che il padre le aveva sempre impedito di fare. Ma da quel momento, la vita l'avrebbe portata ad una serie di situazioni ed eventi sempre piu' difficili, forse perche' e' proprio attraverso la danza, che Raja avrebbe potuto imparare, preziose lezioni di liberazioni.

Ritorno alla realta'

Raja rivive ad occhi aperti quelle scene. Gli occhi iniziano a lacrimare, divorata da un grande conflitto di amore e "odio" verso quello che piu' aveva profondamente e inizialmente amato. Poi pero' si riaddormenta, per svegliarsi un paio di ore dopo, e poter finalmente andare a fare una purificatrice e rigenerante doccia. A breve si sarebbe anche liberata del vestito di clausura per poter indossare i nuovi abiti che Miriam le avrebbe regalato in modo da poter iniziare il suo prossimo viaggio nel mondo, sempre piu' liberamente, e chissa' forse con l'aiuto di Zuri, del quale pero' ancora non conosce nulla.