Arrivo di Raja a palazzo

Muyassar e' seduto in una delle stanze del palazzo, in attesa di poter ricevere notizie dagli uomini che ha inviato per ritrovare la donna che lui considera come il suo gioiello più prezioso, ma che da tempo e' fuggito rifugiandosi in un monastero. Il giovane sultano si alza lentamente dalla soffice e decorata poltrona rossa, avvicinandosi ad un punto della stanza, in cui la sua mente non puo' far altro che tornare ai ricordi del giorno in cui Raja era stata portata per la prima volta a palazzo.

Diversi mesi prima.......

Nelle sue prestigiose e preziose vesti persiane, Muyassar si china sul luccicante e marmoreo pavimento bianco,sopra il quale la giovane donna che e' stata condotta in quell'area del palazzo, si e' accasciata a terra, distrutta da quanto ha iniziato ad accaderle nel bosco da dove e' stata trovata da due uomini al servizio del sultano, e che l'hanno poi portata in quel palazzo con la forza. Chinato davanti a lei, Muyassar guarda con sguardo incantato per lunghi istanti, la sconosciuta dai lunghi e lisci capelli neri, notando pero' che la donna, non sembra voler alzare la testa verso la sua figura. Il sultano le sta per sollevare il mento con un dito, con l'intento di poterla guardare negli occhi piu' profondamente, ma nel vederla subito scostare il viso dal tocco della sua mano, come per difendersi da qualcosa, Muyassar intuisce che la sconosciuta deve trovarsi in un critico stato di angoscia, come se fosse reduce da qualcosa che deve averla scossa. Muyassar cambia il suo sguardo, girandosi lentamente verso i due uomini che hanno scortato la donna a palazzo.

"Che cosa le e' stato fatto?"

Chiede pacatamente continuando a restare chinato davanti alla giovane.

I due uomini tacciono.

"Ho chiesto:che cosa le e' stato fatto "

Si gira lentamente col capo, verso uno dei due uomini il cui viso e' coperto da una specie di passamontagna nero che gli fa vedere solo occhi e labbra.

"Non voleva stare ferma per seguirci, e cosi'..."

"E cosi', cosa? "

Muyassar si rialza lentamente.

"Abbiamo dovuto zittirla in altro modo. Continuava a opporre resistenza per venire con noi. E cosi'..."

"E cosi' COSA le avete fatto? "

Muyassar interrompe pacatamente l'uomo che sta interrogando, ma marcando maggiormente una delle parole, lanciando uno sguardo talmente serio, da far impallidire i due uomini che, conoscono molto bene quel tipo di espressione sul volto del sultano. I due si scambiano quindi un'occhiata che trasmette preoccupazione e disagio.

" Avete toccato questo fiore ?"

"Beh, ecco...."

"Rispondi."

Muyassar si avvicina all'uomo con gli abiti simili a quelli di un ninja, il cui viso e' ancora coperto dal passamontagna. Lo sguardo di Muyassar e' talmente adirato, che sembra quasi lapidare l'uomo con quel solo sguardo. E' in quel momento che la donna alza il viso lentamente verso il sultano, non riuscendolo pero' ancora a vedere negli occhi,essendo impegnato ad ammonire i due uomini responsabili per averla portata via con la forza, dal bosco in cui stava ballando.

" Ci siamo lasciati prendere un po' troppo dalla rabbia, per la sua opposizione nel non voler venire con noi."

Rivela quindi l'uomo, decidendo di parlare per rispondere alla domanda del sultano. Muyassar annuisce guardando i due con sguardo intimidatorio,e che sembra non ammettere giustificazione per un simile comportamento. A passo lento, Muyassar si allontana voltandosi verso una guardia, facendogli un cenno col capo e lanciandogli uno sguardo eloquente, inducendo la guardia a portare via i due responsabili dello stato della donna. Entrambi avrebbero inevitabilmente affrontato le conseguenze delle loro azioni, da parte degli uomini del servizio di sicurezza reale seguendo le direttive di Muyassar. Il sultano si gira nuovamente verso la donna che, nel frattempo, si e' messa seduta sulle ginocchia con i palmi delle mani appoggiati al suolo, alzando il viso verso la sagoma di Muyassar. E' proprio in quel momento che i loro sguardi si incrociano per fondersi, come se qualcosa di profondo e conosciuto avesse toccato gli animi di entrambi. Il sultano si china nuovamente verso la donna che, ancora provata e scossa, lo fissa attraverso i suoi profondi occhi scuri.

"Stai tranquilla, mio fiore. Non permettero' a nessuno di toccarti con un solo dito...."

"Da....davvero?"

Farfuglia la giovane stringendosi nelle spalle, dopo qualche istante di apnea, come se la vista di quell'uomo l'avesse profondamente turbata dentro, per qualche sconosciuta e indefinibile motivazione.

"Chiunque violera' questo mio volere, affrontera' le conseguenze di questo oltraggio, e verra' irrimediabilmente cacciato da questo palazzo. Mio fiore.... "

La rassicura lui, usando fin dal principio un termine che sembra esprimere e gia' comunicare, una forma di sua appartenenza nei confronti della donna.

"Dimmi il tuo nome, incantevole fiore."

E' l'elegante e magnetica richiesta del sultano che, non riesce a smettere di guardarla negli occhi un solo istante.

"Raja"

E' il fioco sussurro della giovane mentre Muyassar, si china maggiormente per aiutarla ad alzarsi dal pavimento, e nel solo contatto della sua mano, con quella che la donna gli porge inizialmente titubante, avverte un intenso flusso elettrico di un brivido, attraversarlo in tutto il corpo. La donna si rialza e Muyassar le lascia lentamente la mano senza smettere di guardarla negli occhi, in un susseguirsi di istanti che sembrano quasi percorrere il tempo di infiniti spazi siderali in un solo istante terreno.

" Che questo fiore possa ricevere tutti i servizi piu' dignitosi e rimediare a ogni tipo di comportamento che possa aver offeso ogni cellula del suo incantevole essere, da parte di quegli inetti. "

E' l'ordine che Muyassar lancia al personale di palazzo presente in quel momento, quindi torna a guardare Raja con l'intento di trasmetterle tutto il suo desiderio di poterla far sentire nell'ambiente piu' speciale che la donna nemmeno avesse potuto immaginare.